giovedì, ottobre 27, 2005

prima-Vera


Ma bien chère,
leggo di te su un piano quasi obliquo. Luminoso e catodico. Falso, certamente, dei tuoi argomenti. Mi presenti due disegni di immane forza. Permettimi di adorarne uno.
Quella che ci accomuna e la non comunanza: tu vivi fra le macerie ed io tra gli uomini dalla testa nera. Tu sei l’esperienza ed io sono l’esitazione dell’esperienza.
Kafka diceva “l’esitazione prima del nascere”.
Potere poggiare il sesso sul tuo è cosa d’altri tempi. E’ cosa da rivoluzionari e noi non siamo tali. Siamo degli artisti e condannati al porno. Alla contemplazione estatica.
Alla candela statica.
Noi siamo estromessi dal piacere in quanto siamo, il piacere.
La forza del tuo disegno è la mia pena.
La forza del tuo sesso la mia potenza e la nostra impotenza.
O cuore mio che sei donna tra i Cesari! non vedi il sangue che cola dai miei capelli?
E fingi ancora di non riconoscere la santità in Te?

Tuo servo
Amanteo

Ps
Questa breve missiva invio alla Signora V. della quale mi beo d’essere amico.

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