sabato, luglio 22, 2006
lunedì, luglio 10, 2006
venerdì, luglio 07, 2006
Non capisci se...?

Io non capisco se l'amore sia
ferita o cura tra di noie
se il privarci di carezze
potrà salvarci oppure no
Io non lo so se la tua pelle
abbraccia spazi così grandi
da farmi alzare in volo via da qui
con le ali incerte che ora ho
Io non lo so se questo non capirsi mai
che ci riporta sempre qui
è quel che chiami solitudine
ma è un gioco da cui non so difendermi
questi silenzi sono eternità
e i nostri sguardi così fragili
ed ogni gesto in più non riempirà
questa assenza che indurisce ogni cosa.
La Crus
mercoledì, luglio 05, 2006
martedì, luglio 04, 2006
By Silvia

Ariel
Stasis in darkness.
Then the substanceless blue
Pour of tor and distances.
God's lioness,
How one we grow,
Pivot of heels and knees!
---The furrow
Splits and passes,
sister to
The brown arc
Of the neck I cannot catch,
Nigger-eye
Berries cast darkHooks
---Black sweet blood mouthfuls,
Shadows.Something else
Hauls me through air
---Thighs, hair;
Flakes from my heels.
WhiteGodiva,
I unpeel
---Dead hands, dead stringencies.
And now
I Foam to wheat, a glitter of seas.
The child's cryMelts in the wall.
And I Am the arrow,
The dew that flies,
Suicidal, at one with the drive
Into the redEye,
the cauldron of morning.
bY
Sylvia Plath
sabato, luglio 01, 2006
martedì, giugno 27, 2006
giovedì, giugno 22, 2006
mercoledì, giugno 21, 2006
lunedì, giugno 19, 2006
venerdì, giugno 16, 2006
Recensione

“Il libraio di Selinunte” di Vecchioni tra il sogno e la (dura) realtà
Forse non è stato casuale trovarmi fra le mani il libretto di Roberto Vecchioni – arcinoto cantautore italiano – Il libraio di Selinunte, opera interessante perché agisce su due ghiotti fronti d’interesse.
Il primo: il sogno.
Il secondo: la realtà.
Il tutto è incastonato in una ben levigata cornice stilistica che fa scorrere le pagine fra le dita come l’acqua di un ruscello di montagna.
Il sogno sta tutto nella fantasia di Nicolino, l’adolescente protagonista del romanzo che vive il suo paese, Selinunte appunto, come un “non luogo” o meglio come il luogo dell’esistenza fantastica, dove gli odori ed i sapori sanno di buono, di mamma.
Nicolino vive le sue giornate come un suo avo dell’Olimpo, nella consapevolezza di essere il solo cittadino “salvo, indenne”. Il solo a vedere le sfumature che gli altri, in paese, non vedono. Un artista dunque il giovane Nicolino, come tanti ragazzini della sua età.
Ma gli occhi dell’artista, si sa, sono lo specchio della realtà. Il sogno cede – sempre in Sicilia! – alla realtà.
Così il vecchio goffo libraio, cantante di versi e di bellezza, viene isolato da quel paese in verità che non lo aveva mai accettato.
Perché il sogno, in Sicilia, è pura realtà e la realtà se fa male, non ha bisogno dei sogni.
"Il libraio di Selinunte" di Roberto Vecchioni edito da EINAUDI Euro 8,00, pag 68, .
di Nicola Platania
Forse non è stato casuale trovarmi fra le mani il libretto di Roberto Vecchioni – arcinoto cantautore italiano – Il libraio di Selinunte, opera interessante perché agisce su due ghiotti fronti d’interesse.
Il primo: il sogno.
Il secondo: la realtà.
Il tutto è incastonato in una ben levigata cornice stilistica che fa scorrere le pagine fra le dita come l’acqua di un ruscello di montagna.
Il sogno sta tutto nella fantasia di Nicolino, l’adolescente protagonista del romanzo che vive il suo paese, Selinunte appunto, come un “non luogo” o meglio come il luogo dell’esistenza fantastica, dove gli odori ed i sapori sanno di buono, di mamma.
Nicolino vive le sue giornate come un suo avo dell’Olimpo, nella consapevolezza di essere il solo cittadino “salvo, indenne”. Il solo a vedere le sfumature che gli altri, in paese, non vedono. Un artista dunque il giovane Nicolino, come tanti ragazzini della sua età.
Ma gli occhi dell’artista, si sa, sono lo specchio della realtà. Il sogno cede – sempre in Sicilia! – alla realtà.
Così il vecchio goffo libraio, cantante di versi e di bellezza, viene isolato da quel paese in verità che non lo aveva mai accettato.
Perché il sogno, in Sicilia, è pura realtà e la realtà se fa male, non ha bisogno dei sogni.
"Il libraio di Selinunte" di Roberto Vecchioni edito da EINAUDI Euro 8,00, pag 68, .
di Nicola Platania
tratto da Il NOTIZIARIO del 10 Giugno 2006
giovedì, giugno 15, 2006
martedì, giugno 13, 2006
lunedì, giugno 12, 2006
Filastrocche

La farfalletta (La vispa Teresa)
La vispa Teresa
avea tra l’erbetta
A volo sorpresa
gentil farfalletta
E tutta giuliva
stringendola viva
gridava distesa: "L’ho presa! L’ho presa!".
A lei supplicando
l’afflitta gridò:
"Vivendo, volando che male ti fò?
Tu sì mi fai male
stringendomi l’ale!
Deh, lasciami! Anch’io son figlia di Dio!".
Teresa pentita
allenta le dita: "Va', torna all'erbetta, gentil farfalletta".
Confusa, pentita,
Teresa arrossì,
dischiuse le dita
e quella fuggì.
di Luigi Sailer
domenica, giugno 11, 2006
Il silenzio
venerdì, giugno 09, 2006
Basilea
giovedì, giugno 08, 2006
DREAM
sabato, giugno 03, 2006
Pour Elle

Donna genovese
Tu mi portasti un pò d'alga marina
Nei tuoi capelli, ed un odor di vento,
Che è corso di lontano e giunge grave
D'ardore, era nel tuo corpo bronzino:
Oh la divinaSemplicità delle tue forme snelle-
Non amore non spasimo, un fantasma,
Un'ombra della necessità che vaga
Serena e ineluttabile per l'anima
E la discioglie in gioia, in incanto serena
Perchè per l'infinito lo sciroccoSe la possa portare.
Come è piccolo il mondo e leggero nelle tue mani!
Dino Campana
venerdì, giugno 02, 2006
Confusion

I' ho sì gran paura di fallare
I' ho sì gran paura di fallare
verso la dolce gentil donna mia
ch'i' non l'ardisco la gioi' domandare,
che 'l mi' coraggio cotanto disia;
ma 'l cor mi dice pur d'assicurare
perché 'n lei sento tanta cortesia
ch'eo non potrei quel dicer
né farech'i' adirasse la sua segnoria.
Ma se la mia ventura mi consente
ch'ella mi degni di farmi quel dono,
sovr'ogn'amante viverò gaudente.
Or va', sonetto, e chielle perdonos'io
dico cosa che le sia spiacente:
ché s'io non l'ho, già mai lieto non sono.
di Cecco Angiolieri
mercoledì, maggio 31, 2006
Meine nase

Non faccio che pensare a lui, al Meine Nase,
perchè di certo
quello vero
non è come quello che ho in mente in questo momento.
Nooo!!!
Lui è bello!
Importante!!
Si fa vedere di rado, ma è splendido nel suo portamento.
Nobile che ricorda quella mia nonna baronessa...(o contessa?).
Meine nase
non credi sia venuto il tempo di scrivermi una lettera? magari una poesia! Ma si che puoi!
Tu puoi ciò che vuoi!
Dolce (caro)
desiderato
Meine nase.
di Amanteo
Dedicato a quel naso che non sa di essere importante.
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